Tormarancio, giovane e vincente

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2003
Il gruppo di giocatori e dirigenti del Tormarancio festaggia il salto in Promozione
Il gruppo di giocatori e dirigenti del Tormarancio festaggia il salto in Promozione
Il logo della società A.S.D. Tormarancio P.Cololmbo
Il logo della società A.S.D. Tormarancio P.Cololmbo

Dalla salvezza al sogno. Dalla speranza di restare così come si è all’esaltazione di rtitrovarsi un gradino sopra il cielo. A Tormarancio, il cielo da qualche settimana si è colorato di rossonero. E le vicenda che hanno legato la Roma, squadra a cui il quartiere è particolarmente legato, al Milan non c’entrano niente. Il rossonero è quello della squadra di calcio che è l’espressione del quartiere a ridosso dell’Ardeatina, che sorprendendo tutti ha ottenuto un posto in Paradiso, ovvero in Promozione, lassù dove mai era stato prima. “E pensare che eravamo partiti per salvarci”, rivela il giovane tecnico dell’impresa, Andrea Bussone, al primo anno sulla panchina della squadra, che poi aggiunge: “In avvuio di campionato siamo partiti bene e il gruppo ha subito preso fiducia nei propri mezzi. Abbiamo iniziato a vincere e convincere e non ci siamo più fermati”.

Nato 12 anni fa da un gruppo di ragazzi del quartiere, il Tormarancio dopo un primo anno da amatori, ha intrapreso la strada del calcio federale. “Io facevo parte di quel gruppo, giocavo nella squadra”, rivela Bussone. “Quando ci siamo iscritti alla Terza Categoria, al secondo anno abbiamo subito vinto la Coppa Provincia di Roma; il tecnico era Pugnalini, io ero in campo e fummo anche promossi in Seconda Categoria”.

Il salto in Prima Categoria, dopo altri quattro stagioni. “Vincemmo lo spareggio con il Portuense e festeggiammo uno storico salto in Prima. Il resto, è storia di oggi…” La Promozione della prossima stagione, però, dovrà essere giocata in un impianto diverso da quello che ha visto le gesta fortunate di questi primi dodici anni di vita del club. “Sono dieci anni che chiediamo di poter giocare all’ex campo Omi, làddove iniziò a giocare Agostino Di Bartolomei, simbolo calcistico del quartiere, ma ci viene sempre risposto che non ci sono possibilità. Saremo quindi costretti a spostarci al campo del Cotrla, in via della Vasca Navale. Per il momento, almeno, è questa la nostra intenzione”. Sperando che le 300 persone che fino a qualche settimana fa riempivano il Fiorini di via Cristoforo Colombo ad ogni partita del Tormarancio, abbiamo voglia e modo di seguire ancora la squadra. “Credo che il quartiere non ci abbandonerà, anzi. Sono convinto che anche in Promozione avremo il supporto del tifo a spingerci verso quello che sarà il nostro obiettivo, ossia la salvezza”.

Il presidente del Tormarancio, Roberto Cavalli, e i suoi collaboratori saranno ora chiamati ad allestire una squadra che possa pensare a mantenere anche in futuro la Promozione. “Il nostro obiettivo sarà quello”, spiega ancora Bussone. “Cercheremo di arrivarci attraverso il gruppo di quest’anno, che ha giocatori niente male per la categoria. Caterini e Torri, per esempio, che la Promozione l’hanno fatta e come, oppure Palamenghi, Lanzi e Morezzi, centrocampista dal gol facile (ha segnato 14 reti nello scorso campionato), gli altri leader della squadra”. Tra gli obiettivi immediati, il Tormarancio Piccolo Colombo (l’esatta denominazione della società, che ha nel vascello il simbolo principe del proprio logo) ha anche quello di allargare il gruppo ai giovani. “E’ intenzione creare un’under 19 che possa essere di punto di riferimento nel quartiere. A Roma, in fondo, è possibile fare del buon calcio se si hanno progetti, idee chiare e nessun altro fine se non quello di divertirsi e far divertire”.