Lazio Juniores, Finucci crea… Pinna conserva: è finale

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Il Lazio vola in finale al torneo giovanile internazionale “Roma Caput Mundi”. Lo fa portando sugli scudi l’immagine di due ragazzi, in particolare, sui 20 a disposizione di Marco Ippoliti. Si tratta di Alessandro Finucci, attaccante andato a segno 3 volte nel torneo, di cui due nella stessa partita; e di Edoardo Pinna, anche lui nel segno del tre, che sono i calci di rigori parati nel torneo, l’ultimo decisivo nel successo per 2-1 sull’Inghilterra.

“Sono contento soprattutto per aver raggiunto la finale, ora spero davvero di vincere il torneo Roma Caput Mundi. Per quanto riguarda la doppietta personale, posso dire solo che è il mio compito segnare: sono attaccante” La seconda rete, in particolare, è stata molto spettacolare: “E’ un gol cercato, perché ho voluto proprio tirare lì il pallone, e fortunatamente sono riuscito a metterlo dentro”.

Finucci crea, Pinna conserva… “Dopo la sfida ai rigori vinta contro il Kosovo, questo è il terzo rigore che paro in tre gare. I compagni mi hanno attribuito doti che non sono mie, perché non è vero che so dove tirano i mie avversari: diciamo che è più intuito che altro”.

Un Lazio così competitivo, forse, in pochi se lo aspettavano, considerando che parliamo di ragazzi del 2001, non “obbligati” all’Eccellenza. “Siamo un gruppo affiatato, anche se ci conosciamo da poco. La finale? Possiamo vincerla, non siamo qui per farci una vacanza”.

I due gioielli, che giocano con la Vigor Perconti e il Pomezia, se li coccola con piacere il tecnico della Rappresentativa, Marco Ippoliti, anche se guarda più al gruppo che al singolo. “Va elogiata tutta la squadra, anzi tutta la rosa per come si sta comportando in questo torneo. Devo dire che contro l’Inghilterra abbiamo giocato un grande primo tempo, colpendo una traversa con Spoletiini. Poi ci ha pensato Finucci a sbloccare la gara e spingerci in finale.  C’è stato il ritorno dell’Inghilterra, favorita da una rete in fuorigioco e un rigore un po’ dubbio, ma qui è stato bravo Pinna a non mandarci ai calci di rigore”.