Segni particolari, gemelli

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Marco Di Giacinto (foto Mauro TOPINI - RIPRODUZIONE RISERVATA)
I fratelli Alessandro e Andrea Pecchi del Valmontone

Segni particolari gemelli. Fratelli praticamente uguali nei tratti somatici, che giocano entrambi a calcio. E che spesso viaggiano (calcisticamente parlando) a braccetto di squadra in squadra. Non sono pochi i fratelli-gemelli che giocano in Eccellenza e Promozione. Alcuni sono titolari, altri si accontentano di fare panchina, vista la loro giovane età. I più conosciuti, se non altro per gli anni che hanno già trascorso sui campi dilettanti, sono forse i fratelli Pecchi (Andrea e Alessandro) che vestono la maglia del Valmontone. I fratelli Totaro (Alessandro e Riccardo), giocano invece nella Nuova Circe, dopo aver iniziato la propria carriera calcistica nell’Aprilia. Anche Marco e Matteo Di Giacinto giocano da diversi anni nei campionati dilettanti. Quest’anno si sono ritrovati al Pianoscarano, dopo aver iniziato a giocare insieme nel club viterbese.

I fratelli Pecchi, hanno iniziato a giocare a calcio all’età di otto anni, nei pulcini del Tor Sapienza. Dopo due anni, vengono segnalati dall’osservatore Mario Moltoni alla Lodigiani che “in quegli anni rappresentava la serie A dei settori giovanili” ricordano Andrea e Alessandro, che poi sottolineano come “far parte del settore giovanile della società più’ blasonata d ‘Italia sia stata una grande soddisfazione”. Trascorsi anni bellissimi nelle giovanili della Lodigiani, diventata negli anni Cisco, i fratelli Pecchi vanno poi a giocare nei dilettanti. Prima nell’Atletico Vescovio, poi al Lariano, alla Pro Calcio Sabina, al Segni ad inizio di questa stagione. “A dicembre ci siamo entrambi trasferiti al Valmontone, socità con la quale stiamo portando a termine la stagione. Finora, ricordano entrambi, abbiamo toccato le 150 presenze tra Eccellenza e Promozione”. Per non tralasciare gli studi, Alessandro e Andrea hanno sempre scelto di giocare in squadre che si allenano in orari non contrapposti a quelli universitari. Entrambi frequentano infatti un corso di laurea in Eonomica e Commercio, “e quest’anno dovremmo riuscire a laurearci”.

Esterni di ruolo, alti o bassi non fa grande differenza, hanno ricoperto diversi ruoli in tutti questi anni. “Alessandro ha più caratteristiche difensive”, dice Andrea del fratello. Mentre Alessandro rivela che “ad Andrea piace giocare più’ alto ed andare alla conclusione”. Spesso compagni di squadra, ma non di rado alternativa l’uno dell’altro, i gemelli Pecchi hanno a che fare con i dilemmi degli allenatori. “Appena ci vedono la prima volta – dicono insieme – la prima cosa che dicono è: mettete scarpe diverse o maglie diverse, altrimenti non vi riconosco. Nonostante questo, non abbiamo mai approfittato della nostra perfetta somiglianza, come invece si fa a volte a scuola. Soltanto quando vogliamo scherzare un po’, ci invertiamo i ruoli e ci scambiamo i fratini…”

“In tutti questi anni – ricordano entrambi – dobbiamo dire grazie a Carlo Mansueto, Mirko Manfrè, che sono stati nostri allenatori, anche se il vero maestro per noi è stato il mister Carlo Delfini della Lodigiani. Abbiamo avuto la fortuna di stare tre anni con lui, e gli insegnamenti che ci ha dato ce li portiamo dietro ancora adesso. E’ un grande esempio e un allenatore di provata esperienza”.

Anche Stefano Volpe, Ermanno Pansa e Paolo Simonetti si sono ritagliati un posto nel libro dei ringraziamenti: “I primi due sono grandi condottieri con doti tecniche non indifferenti, mentre Simonetti ci ha voluti alla Pro Calcio Sabina e, la scorsa estate, al Segni. Abbiamo passato due anni bellissimi con lui, mister dal carattere da sergente di ferro ma dalla tecnica sopraffina e dalla preparazione unica, che non disdegna nell’aggiornarsi continuamente”. A Valmontone c’è un’impresa difficile da compiere: portare i giallorossi alla salvezza. “Stiamo lottando con grande impegno e dedizione per raggiungere la salvezza. Dobbiamo dire che ci intendiamo bene con gli attuali allenatori, Tonino D’Auria e Marco Ergasti. Anche loro sono passati nella Lodigiani, e questo è segno di grande professionalità”.

Marco e Matteo Di Giacinto, sono nati il 25 giugno del 1991, giocano nel Pianoscarano 1949 e pur essendo inseparabili, in campo hanno caratteristiche dievrse. Matteo è nato prima (di qualche minuto soltanto, ovviamente) ma Marco ci tiene a ribadire che il più grande è lui. Le loro strade calcistiche si sono separate soltanto dopo aver lasciato la Juniores, ma si sono ritrovate nel dicembre scorso a Pianoscarano, in una squadra in piena lotta retrocessione.

Marco è un centrocampista centrale, “ma dopo un passato da attaccante nelle giovanili”, sottolinea. Ha iniziato a sei anni nella Viterbese di Gaucci, facendo la trafila fino ai giovanissimi. Il passaggio al Pianoscarano ha portato Marco fino alla Juniores Elite, categoria nella quale si è conquistato un posto nella prima squadra del Montefiascone. Vinta la Promozione e fatta un’esperienza in Eccellenza, Marco ha accarezzato il sogno della Serie D con l’Orvietana, per poi ritrovarsi di nuovo in Eccellenza a causa di problemi societari. A dicembre del 2012 il ritorna a Pianoscarano. “Sono molto legato a Daniele Antolovic, il mister che mi ha accompagnato nell’esperienza di Montefiascone. Mi ha insegnato tantissimo dai 17 anni fino ai 20 anni, un’età decisiva. Vorrei ringraziare anche Michele Venanzi che da giocatore, nel mio stesso ruolo, è stato chiamato a sostituire Antolovic in panchina”.

Matteo, invece, nasce difensore ed ha accompagnato il fratello Marco fino alla Juniore Elite del Pianoscarano. Dopo, Matteo si cimenta con la Prima Categoria, prima alla Virtus Pilastro poi a Vignanello. Smette di giocare per un anno “perché avevo quasi deciso di mollare. Poi ho provato con il calcio a 5, nel Cus Viterbo, e mi è tornata voglia di giocare a calcio. Così sono tornato al Pianoscarano, dove ho ritrovato mio fratello”. La situazione di classifica è tutt’altro che rosea, ma Matteo è coinvinto che si risolverà per il melgio perché “siamo un gruppo valido e la classifica non dice la verità. Aver ritrovato Marco a dicembre è stato bellissimo, sapevo che poteva darci una mano e i risultati iniziano a darci ragione”.

Matteo ascolta la musica rap e non rifiuta mai un bel piatto di spaghetti all’amatriciana. Esce in comitiva con il fratello ed i compagni di squadra del Pianoscarano e non si lamenta se il sabato sera finisce giocando a biliardo. Pur essendo un difensore, stravede per Roberto Baggio. “Ringrazio profondamente Salvatore Anania per tutti gli insegnamenti, soprattutto umani”. Marco, invece, a tavola preferisce la grigliata mista di carne o pesce, ascolta musica pop e prima delle partite ama ascoltare i brani più energici. Si ispira ad Andrea Pirlo e Juan Sebastian Veron. Fuori dal campo, se il calendario agonistico lo permette, non disdegna un salto in discoteca. Sono però le uscite in comitiva, insieme al fratello, il momento preferito da Marco. Non importa dove, basta stare insieme. Marco e Matteo sono gemelli anche nella fede calcistica: il primo tifa Lazio, il secondo per l’Inter, le cui tifoserie sono appunto gemellate. C’è un momento particolare in cui i due non vanno proprio d’accordo: quando giocano con i videogames. Per questo, il papà ha tolto i videogiochi in casa da quando hanno 13 anni: litigavano troppo.

Gemelli, ma attualmente senza squadra, sono Alessandro e Federico Isidori (nati il 2 gennaio 1993), che hanno vestito la maglia dell’Ostiantica, e Alessandro e Marco Bernoni (classe ’92) “ai box” dopo aver militato a lungo nel Cecchina Al.Pa. Si sono da poco trasferito all’Ottavia, invece, Andrea e Antonello Martellotta (nati l’8 aprile del 1991) che fino al dicembre scorso erano tesserati per l’Olimpia, sono al Montespaccato i ventiduenni Daniele e Simone Rotella (anche se in prima squadra gioca soltanto il primo), e i ventenni (ancora diciannovenni per la verità…) Giorgio e Nico Bracalente, che si sono affacciati quest’anno nella prima squadra del Fianco Romano. Restano ancora nelle squadre juniores, sia Damiano e Federico Emanuele (del Cedial Lido dei Pini), Angelo e Francesco Stefanile (Città di Fiumicino), Christian e Ivan Barbalonga (Cre.Cas.), Graziano e Jacopo Guastaferro (Ceccano), con Alessio e Simone Di Natale che iniziano ora ad affacciarsi in prima squadra con la Corneto Tarquinia.

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I fratelli Marco e Matteo Di Giacinto del Pianoscarano
I fratelli Marco e Matteo Di Giacinto del Pianoscarano